Gli effetti che questa pandemia di coronavirus avrà sull’economia sono pressoché impossibili da stimare in questo momento, tuttavia la situazione non sembra sarà delle più rosee.

Vivendo in Italia, abbiamo il “privilegio” di poter vedere determinate situazioni e avvenimenti un po’ in anticipo rispetto alla maggior parte degli altri paesi, infatti determinate misure atte a limitare la diffusione e il contagio che in questi giorni vengono adottate da altri paesi europei e extra europei, in Italia sono in vigore già da tempo.

Attualmente in Italia sono rimaste aperte ed operative (anche se in certi casi a regime ridotto) le attività ritenute essenziali per la lotta al virus o per consentire l’erogazione di servizi essenziali e per soddisfare i bisogni basilari della popolazione.

In una situazione di questo tipo, l’economia verrà inevitabilmente danneggiata in modo pesante, infatti il fatto che ci siano attività come negozi, fabbriche, ristoranti, bar completamente chiusi crea un tipo di crisi completamente nuovo, una crisi nata da un crollo dell’offerta.

Solitamente le crisi vengono causate da problematiche legate al lato della domanda, che portano ad una riduzione dei consumi e degli investimenti, creando quindi un circolo vizioso che porta ad una crisi dell’intero sistema economico.

Tuttavia, in questo caso, viviamo una situazione in cui per l’economia mondiale era già previsto un calo della crescita per il 2020, ancora prima che scoppiassero definitivamente i problemi legati al virus a causa di altri fattori macroeconomici.

Adesso però questo calo verrà nettamente accentuato dal fatto che le aziende non potranno produrre i loro beni, altre non potranno offrire i loro servizi, limitando quindi i consumi e la spesa per investimenti.

Infatti, autorevoli economisti sono d’accordo sul fatto che l’intera economia mondiale è destinata ad entrare in un periodo di grave recessione, ad esempio, una delle analisi più recenti è quella degli economisti di Deutsche Bank, i quali sostengono che il declino che colpirà l’economia mondiale “eccederà tutto quello che si è registrato nel passato, a partire dalla Seconda Guerra Mondiale.

Nel dettaglio prevedono che la Cina vedrà un calo del suo Prodotto Interno Lordo di circa il 31.7% nel primo trimestre, mentre l’economia USA crescerà solo dello 0.6% nel primo trimestre, prima di cadere in una contrazione del 12.9%.


Bisogno di Liquidità

negozi chiusi in centro a Milano

Dopo questa introduzione, quello che volevo trasmettere è il fatto che il vero e più urgente problema che le economie mondiali si troveranno ad affrontare nelle prossime settimane e nei prossimi mesi non sarà il bisogno di trovare nuovi modi per stimolare l’economia, ma sarà la necessità di assicurare la liquidità sufficiente per supportare le aziende e i consumatori in questo momento, in cui sono inevitabilmente destinate ad attraversare un periodo di grosse difficoltà.

Infatti, come già anticipato nell’introduzione, in Italia, dopo una prima serie di chiusure e limitazioni introdotte più di due settimane fa, settimana scorsa queste misure sono state rese ancora più rigide, con misure molto più stringenti che hanno portato alla chiusura quasi totale delle attività commerciali e produttive.

Sono rimaste aperte e operative, anche se con qualche ovvia difficoltà, le attività necessarie per il contrasto al virus o quelle che consentono di soddisfare i bisogni essenziali.

Per la maggior parte delle imprese, i problemi maggiori sono legati alla liquidità, anche tra le grandi imprese multinazionali. Ad esempio, settimana scorsa, Federdistribuzione, l’associazione dei grandi distributori, che rappresenta grandi marchi come IKEA, H&M, e Zara, ha chiesto al governo di erogare aiuti a sostegno della liquidità.

Infatti, quello della scarsa liquidità non è un problema che colpisce solo le imprese e le attività più piccole, ma anche quelle grandi imprese che dovrebbero essere più solide e che hanno una maggiore facilità nell’accesso al credito. Tuttavia, non potendo aprire i loro punti vendita, anche i marchi più importanti soffriranno questo periodo di chiusure forzate, e correranno il rischio di restare senza soldi.

IL governo italiano, per poter aiutare le aziende e i consumatori ad attraversare questo difficile periodo sta sviluppando varie misure, atte principalmente a supportare la liquidità, tramite sospensione del pagamento delle imposte, cassa integrazione, sospensione dei mutui e altri contributi vari.

Ad oggi è impossibile valutare se queste misure saranno sufficienti o se saranno necessarie nuove manovre più importanti, sicuramente per l’Italia, senza il supporto delle istituzioni europee non sarà facile adottare manovre impattanti ed efficaci. Questo per il fatto che il debito pubblico è sempre molto elevato e negli ultimi anni di espansione economica i governi che si sono succeduti alla guida del paese hanno continuato a fare debito per finanziare spesa corrente, rendendo molto più grave l’impatto della crisi attuale.

Fortunatamente, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha rassicurato il paese e i mercati finanziari quando ha dichiarato che l’Unione Europea farà il possibile per aiutare l’Italia in questo momento difficile.


L’esperienza Italiana deve essere presa d’esempio anche dagli altri paesi. Questo perchè moltissimi paesi stanno adottando le stesse misure molto stringenti, e quindi dovranno affrontare allo stesso modo seri problemi di mancanza di liquidità.

Infatti, nonostante possa sembrare un controsenso, in questa fase molto delicata, i governi e le autorità economiche non dovrebbero concentrarsi sullo stimolo delle attività economiche, quello potrà essere fatto più avanti, una volta che l’attività economica potrà riprendere, a quel punto l’economia potrà essere nuovamente stimolata.

Invece, adesso, come evidenziato da Edward P. Lazear nel suo articolo apparso sul New York Times, “The more important and immediate approach should emphasize help for those who suffer pay cuts, providing enough support to tide them over during the difficult period”, ovvero le misure nell’immediato dovranno concentrarsi sul sostegno a chi ha subito una riduzione del reddito, dandogli supporto per superare questo difficile momento.

In una crisi di questo tipo, dove il lato dell’offerta è quello più in difficoltà, prendere misure atte a stimolare l’economia, come certi politici suggeriscono, è una mossa sbagliata. E’ importante piuttosto dare un adeguato supporto finanziario ad aziende e consumatori, permettendogli di sopravvivere (finanziariamente) a questo shock.

Fortunatamente, le maggiori banche centrali si stanno impegnando molto in questa direzione, attraverso l’acquisto del debito pubblico, come la Banca Centrale Europea, che ha annunciato l’acquisto di €750 miliardi di titoli di stato.

Anche la Federal Reserve ha annunciato un illimitato acquisto di titoli di stato per prevenire una depressione economica e per calmare i mercati.

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