La crescita economica, che consiste in un aumento della produzione di beni e servizi rispetto a un periodo di tempo, è misurata dalla variazione del PIL (prodotto interno lordo), ed è probabilmente l’aspetto principale su cui ci concentriamo quando parliamo di economia e degli obiettivi delle politiche economiche.

Per fare in modo che la crescita economica proceda in modo sostenuto nel lungo periodo, la quantità di “output” che il lavoratore medio è in grado di produrre dovrebbe aumentare a livelli costanti. Questo valore può essere misurato tramite il PIL reale pro capite, che è il PIL reale diviso per il numero di persone.

Per essere chiari, l’aumento della produttività non è l’unica fonte di crescita a lungo termine per un’economia, infatti, come alcuni sottolineano, altre misure come ad esempio quella di mettere più persone al lavoro possono portare ad un aumento del PIL reale pro capite, come è accaduto in vari paesi durante o immediatamente dopo la seconda guerra mondiale, quando milioni di donne che in precedenza lavoravano solamente a casa fecero il loro ingresso nella forza lavoro. Tuttavia, misure come questa non sono in grado di permettere al PIL pro capite di crescere nel lungo periodo, infatti, può essere uno stimolo efficace solo per brevi periodi di tempo perché, sul lungo termine, il tasso di crescita dell’occupazione non è mai molto diverso dal tasso di crescita della popolazione.

Ciò significa che, come sottolineato da Paul Krugman e Robin Wells nel loro libro Macroeconomics, “il PIL reale complessivo può crescere a causa della crescita della popolazione, ma qualsiasi aumento significativo del PIL reale pro capite deve essere il risultato di una maggiore produzione per lavoratore”. Ciò è confermato dal fatto che negli Stati Uniti. nel corso del ventesimo secolo, il PIL pro capite è aumentato dell’1,9% all’anno, e l’1,7% di questo è stato il risultato dell’aumento della produttività.

Cosa fa crescere la produttività?

Diversi fattori possono portare ad un aumento del livello di produttività, i tre più rilevanti sono senza dubbio l’aumento del capitale fisico, l’aumento del capitale umano e l’accumulo di progressi tecnici.

  • Il Capitale Fisico, che è definito come “risorse manifatturiere” e sono ad esempio edifici e macchine, può avere un ruolo molto importante nel rendere i lavoratori più produttivi. Per esempio, un operaio che manovra un escavatore può lavorare molta più terra e scavare buchi più ampi e profondi ogni singolo giorno di lavoro rispetto ad un lavoratore che utilizza soltanto una semplice pala.
  • Il Capitale Umano, che si riferisce al miglioramento del lavoro creato dall’educazione e dalla conoscenza che la forza lavoro possiede, si considera abbia un impatto maggiore sulla produttività rispetto ad incrementi del solo capitale fisico.
  • Progressi tecnici, perché il progresso dei mezzi tecnici di produzione di beni e servizi ha un forte impatto sulla crescita della produttività. Un fattore che va necessariamente considerato quando si parla di progressi tecnici è il fatto che le invenzioni più rilevanti non sono necessariamente quelle basate sulle tecnologie all’avanguardia, ma anche altre invenzioni più modeste come il Post-it, che semplificano lo svolgimento delle attività quotidiane hanno aiutato le organizzazioni a raggiungere un livello di produttività più elevato.

Queste non sono semplici teorie, l’impatto del capitale fisico, del capitale umano e della tecnologia sulla produttività può essere dimostrato utilizzando numeri e fatti.

La funzione di produzione aggregata

Come abbiamo visto nella sezione precedente, la produttività tende ad essere più elevata, a parità di altre condizioni, quando il capitale fisico e il capitale umano aumentano, oppure quando la tecnologia migliora, ma non è chiaro come possiamo misurare i loro effetti.

Proprio per risolvere questo problema entra in gioco la funzione di produzione aggregata. Si tratta di una funzione usata dagli economisti per capire il vero impatto dei tre fattori di cui sopra nel determinare l’entità della produttività, permettendo loro di analizzare in modo isolato gli effetti del capitale fisico, del capitale umano e degli avanzamenti tecnici sulla produttività complessiva.

Questo attributo chiave della funzione di produzione aggregata ha permesso agli economisti di capire che, anche se in generale tutti e tre i fattori tendono a crescere nel tempo, non hanno lo stesso impatto in ogni circostanza, ed in particolare sono stati in grado di studiare il comportamento di questi fattori in relazione al comportamento che hanno l’un l’altro.

Una scoperta interessante è che la funzione di produzione aggregata presenta rendimenti decrescenti al capitale fisico, il che significa che “quando la quantità di capitale umano per lavoratore e lo stato della tecnologia sono tenuti fissi, ogni aumento successivo della quantità di capitale fisico per lavoratore porta ad un minore aumento della produttività” (P.Krugman, Robin Wells).

Si tratta di una relazione piuttosto semplice ma, per comprenderla meglio, si può pensare ad un sarto abituato a cucire a mano. In questo caso, l’acquisto di una macchina da cucire potrebbe aumentare notevolmente la sua produttività, quindi potremmo stimare che se cucendo a mano può riuscire a confezionare un abito ogni giorno, utilizzando una macchina da cucire potrebbe ottenere lo stesso risultato in appena 2 ore.

Tuttavia, se fosse abituato ad utilizzare una macchina da cucire da 500€ e gli venisse fornita una nuova macchina da 1000€, la sua produttività probabilmente aumenterà, ma non con la stessa intensità. Potrebbe confezionare lo stesso vestito in un’ora e mezza invece di due ore. Questo significa che esiste una differenza maggiore tra non avere una macchina da cucire e avere una macchina da cucire economica, piuttosto che tra avere una macchina da cucire economica ed averne una costosa.

Come si può vedere vedere nel grafico, cucendo a mano il sarto può confezionare un abito al giorno (punto A), mentre utilizzando una macchina da 500€ ne può confezionare tre al giorno, aumentando la produttività del 300% (punto B), ed infine, utilizzando una macchina da 1.000€ può ora confezionare 4 abiti ogni giorno di lavoro, aumentando la produttività del 33% (punto C).

Ciò rappresenta il fatto che gli incrementi supplementari di capitale fisico sono meno produttivi, a parità di condizioni.
Ma cosa succede quando la quantità di capitale umano per lavoratore e il livello della tecnologia cambiano? Ciò che i ricercatori hanno scoperto è che, se la quantità di capitale umano per lavoratore o la quantità di tecnologia aumentano, separatamente o allo stesso tempo, si può vedere sparire i rendimenti decrescenti.

Così, guardando l’esempio precedente, se il sarto ricevesse una nuova e incredibilmente avanzata macchina da cucire che, combinata con un corso avanzato su come usarla al meglio, e sfruttando tutte le sue caratteristiche, potrà permettergli di confezionare lo stesso vestito in 40 minuti o meno, portando il totale a 12 vestiti al giorno, il salto di produttività, in questo caso, sarebbe notevole e visibilmente maggiore rispetto al precedente caso.

Un pensiero riguardo “Produttività e la Crescita Economica a lungo termine

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