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In Economia, i fattori della produzione sono componenti utilizzati nel processo produttivo per la creazione di beni finiti e servizi.

Il legame che si crea tra la quantità dei singoli fattori di produzione e la quantità di prodotto ottenuto (output) è espresso dalla funzione di produzione.

I fattori della produzione che tradizionalmente vengono individuati nella teoria economica sono: la terra, il capitale, il lavoro e l’organizzazione. Storicamente, la natura, il lavoro e il capitale, sono stati identificati come fattori della produzione da economisti come Adam Smith, David Ricardo e Karl Marx.

La Terra

Questo fattore, chiamato anche “natura” o “capitale naturale”, comprende i beni non prodotti dall’uomo, e quindi i terreni coltivabili, le aree edificabili, le ricchezze del sottosuolo, le risorse idriche, il mare ecc.

All’interno del capitale naturale, in merito al suo utilizzo come fattore della produzione, si può facilmente individuare una caratteristica che distingue due macro categorie. Questa caratteristica è il tema della sostenibilità, una caratteristica strettamente connessa a temi che con il passare del tempo diventano sempre più centrali anche nel dibattito pubblico. Infatti, mentre una parte molto consistente del capitale naturale è composto da fattori non riproducibili, altri beni naturali, grazie soprattutto al progredire delle tecnologie disponibili, sono da considerarsi rinnovabili, come ad esempio l’energia solare che permette ad un’abitazione di produrre corrente elettrica.

La terra come fattore produttivo è un componente molto rilevante in determinate attività produttive ed imprenditoriali, come ad esempio in agricoltura o nell’edilizia, mentre in settori più moderni e legati alla tecnologia ha una rilevanza di gran lunga inferiore ed in certi casi nulla, come ad esempio per le start up innovative, o per le imprese di consulenza, che potrebbero implementare le loro attività anche rinunciando a qualsiasi investimento su questo fattore.

Il Capitale

Il capitale è il complesso di risorse necessarie per avviare l’attività produttiva, come ad esempio l’acquisto di un forno per un fornaio che vuole aprire un’attività. Il capitale è solitamente costituito da beni strumentali oppure da importi monetari.

Nel caso dei beni strumentali si intendono beni prodotti in altri processi produttivi, e comprendono quindi i macchinari, le attrezzature ecc., mentre gli importi monetari sono le somme necessarie per anticipare le spese di produzione.

Un’altra suddivisione possibile per il capitale è quella in capitale fisso e capitale circolante. Si parla di capitale fisso quando ci si riferisce a beni che possono essere impiegati in più processi produttivi, e quindi utilizzati più volte, come appunto molti macchinari industriali. Dall’altro lato invece, i beni che hanno un ciclo di vita più breve e che quindi devono essere sostituiti dopo ogni ciclo produttivo, come la farina nel caso del fornaio, fanno parte del capitale circolante.

Il capitale come fattore produttivo è stato trattato in modi diversi dalle varie scuole di pensiero che hanno contribuito al dibattito economico nel corso della storia. Secondo la teoria classica, il capitale creato con il lavoro deve essere considerato un prodotto destinato alla produzione di ricchezze ulteriori, mentre secondo il pensiero neoclassico, il capitale ha origine nel comportamento di alcuni individui, i capitalisti, che rinunciano al consumo immediato delle risorse a fronte di ottenere una rendita maggiore nel futuro, solitamente nella forma di interesse.

Il Lavoro

Il fattore del lavoro comprende l’impiego di diversi tipi di attività umana, nel dettaglio le forze del corpo e il lavoro intellettuale nell’attività produttiva. In altre parole può essere considerato come lo sforzo impiegato da uno o più individui per portare un prodotto o servizio sul mercato.

Il lavoro intellettuale, soprattutto negli ultimi anni, sta acquisendo una rilevanza sempre maggiore in seguito all’evoluzione del mercato del lavoro e alla comparsa di nuove professioni, specialmente legate all’utilizzo delle nuove tecnologie.

In passato, gli economisti classici davano una grande importanza a questo fattore produttivo in quanto era ritenuto l’unica vera fonte di produzione e quindi l’unica vera fonte di ricchezza, mentre non ci volle molto perché fosse chiaro che il solo lavoro, senza un importante contributo da parte degli altri fattori della produzione, non ha una grande importanza.

Il Lavoro si distingue dagli altri fattori della produzione in quanto è formato da persone nel ruolo di lavoratori, e per questo motivo mantiene un ruolo molto rilevante nella società in quanto se venisse modificato, potrebbe avere effetti in grado di impattare in modo molto pesante sugli standard di vita della popolazione e di conseguenza anche sui mercati in quanto una variazione della retribuzione dei lavoratori, che spesso sono la componente principale dei consumi e quindi della domanda, può avere un impatto enorme sull’economia nel suo complesso.

L’ Imprenditorialità

L’imprenditorialità o organizzazione, può essere considerato un quarto fattore della produzione in quanto è la componente in grado di combinare tutti gli altri fattori della produzione per la creazione di un prodotto o servizio che verrà poi venduto sul mercato. Questa attività è solitamente svolta dall’imprenditore, che ha il ruolo di decidere quanto produrre, di acquistare i fattori produttivi che ritiene necessari, e quindi coordinarli assumendosi anche i rischi connessi allo svolgimento di un’attività.

Pur non essendo comunemente considerato fra i fattori produttivi, ultimamente si è resa sempre più palese e ovvia la sua centralità e la sua rilevanza all’interno di ogni processo produttivo. Infatti, senza questa componente gli altri fattori perderebbero di significato perché verrebbero a mancare i punti d’incontro e le strategie necessarie per l’implementazione di qualsiasi progetto.

Il ruolo dell’imprenditore, che svolge le attività elencate nei paragrafi precedenti, è remunerato con il profitto ottenuto dallo svolgimento dell’attività d’impresa. Tuttavia, una particolarità che questo fattore ha sta nel fatto che il profitto non è determinato a priori e può quindi essere positivo o negativo. Questo livello di rischio più elevato viene comunque assunto dall’imprenditore perché egli si aspetta di poter ottenere un ritorno molto più alto nel caso in cui il risultato economico al termine dell’esercizio fosse positivo, giustificando quindi il maggior rischio.

Un pensiero riguardo “I Fattori della Produzione

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