In Economia, l’effetto moltiplicatore rappresenta la variazione del reddito causata da una variazione della spesa.

Questo significa che l’effetto moltiplicatore, come il nome suggerisce, si riferisce all’aumento (o diminuzione) proporzionale del reddito risultante da una nuova iniezione (o taglio) di spesa nell’economia.

La formula per calcolarlo è la seguente: Variazione del Reddito/Variazione della spesa, ed è utilizzato per analizzare e in certi casi per prevedere gli effetti che determinate azioni e provvedimenti sull’economia.

Nonostante dalla descrizione “classica” potrebbe sembrare un concetto complesso, il funzionamento del moltiplicatore è in realtà molto semplice ed intuitivo.

Per esempio, ipotizziamo che un fornaio decida di sostituire le sue attrezzature, ormai troppo datate, acquistando un forno più grande e più efficiente. Il nuovo forno permetterà al fornaio di aumentare la produzione di pane, dandogli quindi la possibilità di aumentare il suo giro d’affari vendendo più pane.

Per questo motivo il fornaio decide di investire €70,000 per acquistare un nuovo forno, con il quale prevede di poter produrre e quindi vendere più pane il prossimo anno, aumentando il fatturato della sua attività di €105,000.

A questo punto, se calcoliamo l’effetto moltiplicatore utilizzando la formula indicata precedentemente (Variazione del Reddito/Variazione della spesa), vediamo che il moltiplicatore dell’azienda risulta essere 1,5 (€105,000/€70,000 = 1,5). Questo significa che per ogni €1 che il fornaio ha investito, è riuscito a guadagnarne €1,5.

Analizzando il sistema economico nel suo complesso, gli effetti del moltiplicatore vengono considerati in modo più ampio, prendendo in considerazione non solo gli effetti che questo ha sulla singola impresa ma anche quelli che ha sul sistema economico di un’area o di un paese.

Da questo punto di vista, il moltiplicatore è considerato come la variazione del PIL reale rispetto alla variazione nella spesa pubblica, negli investimenti privati, nelle tasse, nei tassi d’interesse, ecc.

Perciò è meglio parlare di iniezioni di denaro, invece che focalizzarsi solo sugli investimenti, infatti, tutte queste iniezioni possono aiutare l’economia tramite l’effetto moltiplicatore.

Come detto in precedenza, i suoi effetti sono tenuti in grande considerazione nell’analisi dell’economia perchè, più il moltiplicatore risulta elevato, maggiore sarà l’effetto di una determinata iniezione di denaro. Perciò i governi e le autorità monetarie saranno maggiormente favorevoli ad implementare attività con un alto moltiplicatore piuttosto che il contrario.


Effetto moltiplicatore e Offerta di moneta

L’effetto moltiplicatore è un componente rilevante anche nella politica monetaria, specialmente in relazione all’offerta di moneta. In questo particolare caso, l’effetto moltiplicatore è anche chiamato moltiplicatore monetario.

Il moltiplicatore monetario diventa efficace quando coinvolge le riserve obbligatorie, uno strumento di politica monetaria convenzionale basato sulla regola per cui le banche commerciali devono mantenere una minima porzione dei loro depositi come riserve, presso se stessa o presso la banca centrale.

Questo significa che, quando un’azienda o un individuo deposita del denaro sul proprio conto corrente bancario, la banca può prestare quel denaro, purché ne mantenga una determinata porzione come riserva.

Quindi, ipotizzando che la porzione di riserve obbligatorie sia del 20%, e il fornaio dell’esempio precedente, dopo un anno di attività decida di depositare €100,000 sul suo conto corrente bancario. A questo punto, la banca può prestare quei soldi, meno le riserve obbligatorie del 20% (€20,000) ad un altro soggetto, ad esempio un elettricista che vuole acquistare un piccolo magazzino dove depositare le attrezzature utili allo svolgimento della sua attività, per €80,000.

A questo punto, un terzo soggetto, il venditore del magazzino, prenderà il denaro che ha guadagnato dalla vendita e lo depositerà sul suo conto bancario, rendendolo quindi a sua volta disponibile per la banca, che lo potrà utilizzare per nuovi prestiti, creando quindi un circolo virtuoso.

La cosa più interessante è che, durante questo processo, nonostante il primo soggetto di questa catena (il fornaio) mantenga il possesso del denaro che ha depositato, i passaggi che hanno avuto luogo successivamente, hanno effettivamente “creato” denaro.

In questo caso, l’entità dell’effetto moltiplicatore è strettamente legato alle riserve obbligatorie richieste. Infatti, abbassare la percentuale di riserve obbligatorie permette alle banche di prestare somme maggiori ad aziende e consumatori, grazie ad un effetto moltiplicatore più alto, che porta a creare un ammontare maggiore di nuovo denaro.

Al contrario, se la banca centrale vuole “rallentare” l’economia, e abbassare l’offerta di moneta, una quota di riserve obbligatorie più alta rallenta l’effetto moltiplicatore, riducendo quindi il denaro disponibile per le attività di prestito delle banche commerciali, limitando la possibilità di espandere il credito.


Il Grafico

La rappresentazione grafica dell’effetto moltiplicatore è la seguente.

Vediamo che la nuova iniezione di denaro, data ad esempio da un aumento nella spesa pubblica, ha un effetto sulla curva della Domanda Aggregata (AD), e la fa spostare sulla destra del grafico, da AD a AD’.

Poi, con l’effetto del moltiplicatore, la curva AD si sposta nuovamente da AD’ a AD”.

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