L’offerta di moneta è un fattore chiave nelle economie moderne più sviluppate. Consiste dell’intero stock di valuta e di altri strumenti liquidi che circolano nell’economia in un particolare momento. Non esiste un modo universale di misurare questo stock perché il suo importo può variare a seconda del tipo di definizione utilizzata e delle componenti che vengono considerate come denaro.

Come detto in precedenza, l’offerta di moneta è uno dei fattori più importanti nell’analisi di ogni sistema economico, è infatti considerata dagli economisti come una variabile chiave per una comprensione completa della politica macroeconomica, principalmente perchè può avere un impatto determinante su un sistema economico.

Ad esempio, un aumento dell’offerta di moneta di solito porta ad una riduzione dei tassi di interesse, che a sua volta contribuirà ad un incremento degli investimenti e dell’occupazione.

Mettendo quindi più denaro nelle mani dei consumatori, vengono stimoltae così la domanda aggregata e la spesa.

A loro volta, le aziende risponderanno a questo aumento della domanda aggregata ordinando più materie prime e aumentando ulteriormente la produzione al fine di soddisfare la domanda. Per poter aumentare la la produzione, le aziende dovranno aumentare la forza lavoro, verosimilmente tramite l’assunzione di nuovi lavoratori, creando così un circolo virtuoso.

Naturalmente, anche il contrario può verificarsi se l’offerta di moneta si riduce o quando il suo tasso di crescita diminuisce.


Il ruolo delle Banche Centrali

La pesante influenza che le modifiche alla base monetaria hanno sull’economia ha aumentato sensibilmente il potere delle istituzioni incaricate ddell’attuazione della politica monetaria, le banche centrali.

Si tratta di istituzioni che nella maggior parte dei paesi operano indipendentemente dal governo.

Nello specifico, dall’introduzione e l’adozione da parte delle principali economie della moneta fiat (dopo il Nixon shock), le banche centrali hanno l’obiettivo di attuare la politica monetaria attraverso la gestione della massa monetaria e hanno un mandato specifico che deve essere alla base delle loro operazioni quotidiane.

Ad esempio, la BCE deve mantenere la stabilità dei prezzi fissando i tassi di interesse di riferimento e controllando la massa monetaria presente nell’Unione.

fonte: UPI.com

Il sistema monetario fiat, è un sistema monetario in cui il valore di una moneta non è basato sul valore di una merce fisica (es. l’oro), ma ha invece la possibilità di fluttuare dinamicamente contro altre valute sui mercati dei cambi.

Si tratta di un’introduzione relativamente recente, infatti, come detto prima, prima del “Nixon shock” del 1971, il modello che veniva più ampiamente utilizzato era il Bretton Woods System, che aveva stabilito un sistema di pagamenti basato sul dollaro USA, e definiva il valore di tutte le valute in rapporto al dollaro che era esso stesso convertibile in oro.


In che modo le banche centrali influiscono sulla massa monetaria?

Le banche centrali, come detto precedentemente, hanno il potere di influenzare pesantemente l’offerta di moneta e di gestirla in modo da poter realizzare i propri obiettivi di Politica Monetaria. Esse possono farlo principalmente nei seguenti tre modi:

1- Modificare le riserve obbligatorie

L’obbligo di riserva è un rapporto tra i depositi e le riserve che la banca deve mantenere.

La modifica delle riserve obbligatorie è talvolta considerata come una modalità che la banca centrale utilizza per creare denaro tramite le banche commerciali.

In effetti, nell’ambito del sistema bancario a riserva frazionaria utilizzato in tutto il mondo, le banche possono concedere prestiti ad aziende e privati che ne hanno necessità, tenendo però come riserva presso la banca centrale una frazione delle passività di deposito della banca. 

Tale riserva è l’insieme delle poste contabili che, in percentuale rispetto ai depositi, un istituto di credito non può erogare.

La percentuale di riserve obbligatorie è solitamente determinato dalla Banca centrale e come si può facilmente immaginare, influenza pesantemente la quantità di denaro che le banche commerciali possono prestare ai consumatori o alle imprese.

Questo ha effetti determinanti sul numero e sull’entità dei nuovi prestiti erogati e di conseguenza anche sugli investimenti e sui consumi. Infatti quando la massa di denaro preso a prestito aumenta, aumentano di riflesso anche gli investimenti delle aziende e i consumi delle famiglie che utilizzano il denaro preso a prestito per fare nuovi acquisti (es: casa, automobile, vacanze, ecc.), portando anche ad un aumento dell’inflazione.

Grazie al meccanismo della riserva frazionaria, se la Banca centrale aumenta la quantità di denaro che può essere prestata in relazione ad un certo ammontare di riserve, questo può portare ad un aumento della massa monetaria perché i prestiti concessi dalle banche, quando vengono prelevati e spesi, per la maggior parte, finiscono per diventare nuovi depositi nel sistema bancario, il quale è contato come una parte della massa monetaria totale.

Dopo aver accantonato una parte di questi depositi come riserve bancarie obbligatorie ( riserva frazionaria ), il saldo è disponibile per ulteriori prestiti da parte della banca.

La ripetizione di questo processo più volte è chiamato effetto moltiplicatore.

2- Condurre operazioni di mercato aperto

Le banche centrali per influenzare l’offerta di moneta possono utilizzare le operazioni di mercato aperto, che consistono in acquisti o vendite di titoli, comunemente titoli di Stato o buoni del tesoro.

Nel caso di acquisti di questi titoli, si assiste ad un aumento del prezzo di tali titoli a causa dell’aumento della domanda e quindi ad una relativa diminuzione dei tassi di interesse

Per effetto di questo, le banche commerciali avranno a un incremento dei fondi a loro disposizione, e di conseguenza aumenterà anche la loro capacità di prestare.

Come risultato dell’effetto moltiplicatore, l’ammontare inizialmente iniettato nell’economia viene aumentato di molte volte, dando un aumento proporzionalmente maggiore dell’offerta di moneta.

Al contrario, quando la banca centrale riduce la massa monetaria, significa che vende titoli sul mercato aperto, prelevando fondi liquidi dal sistema bancario.

In questo caso, a causa dell’incremento dell’offerta, i prezzi di tali titoli scenderanno molto, portando a loro volta i tassi di interesse ad aumentare.

3- Modifica degli interessi a breve termine

Un altro strumento a disposizione delle banche centrali per influenzare l’offerta di moneta è la capacità di modificare i tassi di interesse a breve termine.

Questo strumento può avere un grande impatto, infatti, abbassando (o alzando) il tasso che le banche commerciali pagano sui prestiti a breve termine fatti dalla banca centrale, possiamo vedere un aumento (o diminuzione) della liquidità del denaro.

Tassi di interesse a breve termine più bassi tendono ad aumentare l’offerta di moneta, e quindi a stimolare l’attività economica, mentre allo stesso tempo può rischiare di alimentare l’inflazione.

Per questo motivo le banche centrali che decidono di intervenire nell’economia utilizzando tassi di interesse a breve termine devono fare attenzione a non abbassarli per troppo tempo troppo.

Un pensiero riguardo “Come funziona l’offerta di moneta?

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