Studiando i rendimenti passati delle obbligazioni (es. titoli di Stato) con diverse scadenze è chiaro che, sebbene generalmente si muovano assieme, i tassi di interesse di diverse categorie di obbligazioni tendono a differire l’uno dall’altro e, allo stesso modo, le differenze tra i tassi di interesse variano nel tempo.

Essere in grado di capire perché i tassi di interesse differiscono da un’obbligazione ad un’altra può essere molto utile soprattutto per gli attori che operano nei mercati finanziari, come le imprese, le banche, le compagnie di assicurazione e gli investitori privati, al fine di migliorare il loro processo decisionale e, in particolare, per migliorare il loro processo decisionale rispetto a quali obbligazioni acquistare e quali vendere.

Da diverse analisi svolte sono stati individuati 3 fattori principali in grado di influenzare in modo determinante il livello del tasso di interesse, ovvero: il rischio di default, la liquidità e l’imposta sul reddito.

Il rischio di default

Il default, ovvero l’inadempimento di un’obbligazione può verificarsi quando l’emittente non è in grado o non è disposto a pagare interessi alla data concordata o a estinguere il valore nominale alla scadenza dell’obbligazione. 

Infatti, le aziende che si trovano in una situazione difficile, ad esempio le imprese che stanno subendo ingenti perdite a causa di una diminuzione del livello della domanda per il loro prodotto, potrebbero avere maggiori probabilità di trovarsi nella situazione di dover sospendere il pagamento degli interessi sulle loro obbligazioni. In un caso di questo tipo il rischio di default è elevato, il che significa che gli investitori chiederanno rendimenti più elevati al fine di investire il loro denaro in esso, e quindi per continuare a prestare denaro all’azienda in crisi.

D’altra parte, obbligazioni più sicure come i buoni del Tesoro statunitense (U.S. Treasuries), sono comunemente considerate obbligazioni default-free, poiché anche se ci fosse qualche shock negativo in grado di portare ad un rallentamento dell’attività economica, rendendo quindi più difficile il rimborso dei tassi di interesse, il governo federale potrà sempre decidere di far pagare più tasse, aumentando quindi le proprie entrate, in misura sufficiente da ripagare il debito.  In questo caso il rischio di default è estremamente basso, e quindi gli investitori si accontenteranno di ricevere un ritorno più basso a fronte di una maggiore sicurezza.

Il differenziale tra i tassi di interesse sulle obbligazioni ad alto rischio di default e quelle, con la stessa scadenza, ma con un rischio di default quasi nullo è il premio per il rischio, ovvero l’ammontare degli interessi (rendimenti) aggiuntivi che gli investitori vogliono guadagnare per essere disposti a detenere un’obbligazione più rischiosa. 

Se l’investitore deve sostenere un rischio maggiore, vuole avere la possibilità di ottenere un rendimento più alto.

Nel complesso possiamo dire che un’obbligazione con un rischio di insolvenza, seppur minimo, avrà sempre un premio per il rischio positivo, il quale aumenterà nel caso in cui il rischio di insolvenza dovesse aumentare.

A causa dell’importanza del rischio di insolvenza, è fondamentale che gli acquirenti di obbligazioni sappiano se l’ente che emette l’obbligazione che intendono acquistare è a rischio o meno, ed è qui che entrano in gioco le agenzie di rating.

Le agenzie di rating sono aziende che valutano la qualità delle obbligazioni in termini di probabilità di default. Le tre maggiori agenzie sono Moody’s, Standard and Poor’s e Fitch, e per esprimere la “qualità” delle varie obbligazioni usano modalità simili, che generalmente vanno da AAA (Aaa per Moody’s), che è il livello massimo di sicurezza, fino a C/CCC-/D.

Le obbligazioni investment grade, con un rischio di default relativamente basso, hanno un rating BBB (Baa per Moody’s), mentre quelle con un rating inferiore sono chiamate junk bond perché hanno un rischio di default più elevato.

Liquidità

Come abbiamo visto con i fattori che influenzano la domanda di asset, la liquidità è una componente importante di tale meccanismo e, in riferimento alle obbligazioni, è in grado di influenzare il loro tasso di interesse.

Infatti, più un’attività è liquida più diventa desiderabile e quindi il tasso di interesse tende ad essere più basso. Generalmente, i titoli di Stato (come lo U.S. Treasury) sono più liquidi dei titoli societari, e questo perché sono più ampiamente negoziati sui mercati finanziari.

Come detto in precedenza, le obbligazioni che hanno un maggiore grado di liquidità sono più “attraenti”, perché possono essere vendute (e quindi trasformate in denaro) più velocemente rispetto a quelle con un livello di liquidità più basso. Come per tutti gli altri asset, quando la domanda di un bene aumenta, mantenendo tutto il resto uguale, anche il suo prezzo tende ad aumentare. 

Come abbiamo visto nell’articolo sul mercato obbligazionario, con le obbligazioni, un prezzo più alto è legato ad un tasso di interesse più basso, e quindi a rendimenti inferiori, perché gli investitori ne apprezzano le qualità e sono quindi disposti a rinunciare a un profitto più elevato di fronte a un prodotto più sicuro.

Trattamento dell’imposta sul reddito

Alcune obbligazioni, come i municipal bonds negli Stati Uniti, anche se non sono certamente esenti da default e al contrario, in alcuni casi, sembrano essere molto rischiose, hanno ancora rendimenti molto bassi, al pari delle altre obbligazioni sicure.

Questo avviene perché gli interessi sui municipal bonds godono di particolari vantaggi dal punto di vista fiscale, in quanto sono esenti da una specifica categoria di imposte sul reddito, e perciò diventano più redditizie e interessanti, dato che l’effetto è simile a quello di un aumento del rendimento atteso.

Pertanto, nonostante siano obbligazioni ben più rischiose rispetto ai normali titoli di stato, hanno ugualmente un tasso di interesse basso perché gli investitori che li acquistano possono godere non solo dell’interesse che ricevono ma anche del risparmio in termini di tassazione, rendendoli quindi strumenti molto più interessanti e appetibili per i risparmiatori.

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